Bambole e Pompini

Quando sei piccola impari a distinguere le tue bambole per categorie:
bionde, more, con il vestito da sera o la gonnellina.
Giocando, non ti accorgi quanto ti stai abituando ad una triste realtà: le donne sono suddivise in gruppi, per caratteristiche e abilità, spesso erotico-sessuali.
Bionda con grandi tette, brunetta con le labbra a canotto, rossa fuoco dalle cosce lunghe.
Un pò alla volta ti abitui a questi sottoinsiemi dell’essere Donna perché ne sono pieni i dialoghi dei film, le chiacchiere al bar mentre prendi un caffè, le barzellette che allietano i salotti.
E per quanto tu sia intelligente, forte o bella, non sarai mai abbastanza preparata al duro colpo di quando, anche da adulta , ti accorgerai di essere finita in una lista, magari quella dei pompini.
Grande metafora di vita, il tuo approccio al sesso orale dirà molto di te ad un uomo, che inserirà il tuo nome-quando lo ricorda- in una lunga lista suddivisa spesso in queste categorie:
“Usa i denti”, “Ingoia tutto”, “Lo succhia dolcemente” …
Forse ci sono davvero donne che mordono la Vita, a volte in maniera troppo aggressiva, altre che prendono tutto quello che arriva con naturalezza, alcune docili che sembrano sottomesse agli eventi…
Tu in quale categoria sei?
te lo chiedi, mentre lui ride e non si accorge di ferirti, mentre ti chiedi se sia consapevole che vorresti assaggiarlo in maniera spontanea, senza avere già il timore di essere catalogata e perché no, archiviata.
E allora serri i denti e no, non lo fai entrare.
Bocca chiusa, cosce strette, figa serrata.
Un lucchetto alla mente e sicuramente il cuore sigillato.
Il maschietto continua a catalogare e collezionare bambole : ventenni, milf, dagli occhi a mandorla, ma tu non lo sei, e mangerai banane e berrai milkshake dai mille gusti …solo e quando ne avrai voglia, perché si sa, le bambine sono capricciose e vanno prese per la gola.

 

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Cado dentro Me

Cado. Ed entro nel tunnel del dubbio e della confusione.
Cosa sto facendo e perché sono qui? Corro costantemente come il criceto sulla ruota.
“Dove te ne vai così affannata e stanca?- chiede la mia parte saggia-
Non c’è altro posto in cui puoi stare se non dentro te stessa.”
E allora mentre inciampo per un attimo perdo il filo della razionalità e mi perdo, entro in profondità in me ed è come se si aprisse un cancello.
All’improvviso escono leopardi, fiori enormi di tutti i colori che mi abbaiano e non vedo più nulla.
Perdo i sensi per un attimo e vorrei spegnermi.
La stanchezza ed il caos mi divorano da giorni e lotto per non cedere, ma ora questi felini enormi mi graffiano, strappano a brandelli la mia carne e se ne cibano.
Perdo la dimensione terrena e vado oltre, danzo leggera ed ebbra di Luce.
Salgo un vortice luminoso in cui tutto è più intenso: i colori mi accecano e i brividi mi pervadono.
Ho bisogno di staccare la spina, di non litigare più, di non vedere che non ci amiamo più o almeno non come all’inizio.
Perché quando una storia parte tutto è intenso come questo viaggio psichedelico e dopo diventa solo squallore quotidiano, rimbrotto di patti non rispettati o bollette da pagare.
Potrei essere come tante altre, che si perdono in mille sguardi e avventure.
Un copione già letto. L’inizio di questo blog, fatto di avventure per stordirmi.
Ora non voglio più tutto questo, ho voglia di crescere,  di essere una Donna che ama un Uomo.
Perché è così difficile? siamo annientati dalle fatiche, dalle delusioni reciproche.
Io amo il ricordo di te quest’estate, così fiero e giocoso come un gattone.
Ti ho dato da mangiare dalle mie mani, perché non era importante chi fosse il padrone. Ci siamo morsi e graffiati in un gioco chiamato “amore”. Perverso, forse, ma ogni schiavo ha diritto ad una Padrona.
Ora non ci sono più segni sul tuo corpo, non hai più piedi da baciare, ma hai ancora un sentimento per me?
Se qualcosa è rimasto nel tuo cuore, allora scuotimi, risvegliami e dissetami, altrimenti lasciami ancora dentro di me, l’unico spazio in cui ora posso stare tranquilla.
E dilato il tempo, divento pasto dei leopardi e assaporo i fiori.
Che buono questo rosso. Rosso passione. Rosso sangue. Rosso come i miei graffi su di te.

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Addomesticami

Dimmi che non sparirai.

Lasciami credere che mi terrai con te.

Quante volte ho creduto nell’Amore, per poi cadere in un tunnel profondo e buio.

L’Illusione che potesse durare, ma all’improvviso la triste fine di un racconto.

Invece quante pagine ho strappato, con rabbia e tormento.

Vorrei pensare che non sentirò più nulla.

Non soffrirò, non piangerò, non amerò… sì è vero forse mi spegnerò un pò alla volta, ma almeno non avrò sempre cuore e budella in mille pezzi.

Ho l’immagine di quel cane famelico che si avvicina e mi mangia il labbro.

Così non potrò più baciarti, non potrò più sentire il tuo corpo e il tuo calore.

“Divorami allora, mordimi fino a quando il tuo padrone non potrà più avvicinarsi.”

E’ un patto segreto tra me e lui, quei segreti che non si dicono ma si sanno tenere.

Ho bisogno di tempo e di spazio per credere ancora.

Potrò tornare a sognare?

sensazioni struggimenti tatuaggi indelebili nel cuore.

Mi chiedo perchè sei arrivato proprio ora, cosa dovrei capire che accetto di  vedere…se la Vita è provocazione tu mi stai invitando a reagire…

Eppure la tua fama ti precede, i pettegolezzi, le maldicenze che mi dovrebbero avvicinare a te.

Sì, perchè quello che brucia non mi spaventa.

No ho paura del brivido, ma della tranquillità.

Ora sono confusa.

Non ho più la forza di scrivere di sesso.

Mi sono annoiata di emozioni.

Resto sospesa nel tempo e nello spazio.

Mi chiudo dentro di me in meditazione.

Conto i respiri e intanto prendo tempo,

vorrei non dover scegliere, non dover decidere.

Mangio carne cruda dalle tue mani in una vecchia fabbrica industriale.

Addomesticami,

allora potrò restare e saprò ancora credere.

I believe in You

Sangue Amore Sudore

Puoi veramente fuggire da te stessa? forse no, ma puoi capire almeno chi sei.

Ed eccomi lì, con quei fogli in mano, ad insegnare ad una giovane donna a trovare se stessa, o almeno a cercarsi.

Quegli occhioni mi guardano e vedo una giovane panterina più spaventata di quello che vorrebbe.

Lo sono stata anche io, ma forse avevo una forza in più, o meglio un demone: l’autodistruzione.

Mi sono persa e smarrita in mille, troppe braccia.

Cercavo me stessa, cercavo mio padre, cercavo un amico, cercavo un complice, cercavo… sempre nel posto sbagliato.

Non puoi cercare altrove se non dentro di te.

La Vita ti è Maestra, ma solo in fondo puoi veramente scoprirti.

Ho amato corpi, ho versato lacrime, mi sono rifugiata in una sessualità abbagliante che mi ha stordita.

Non ho trovato molte risposte.

Gambe-braccia-mani-piedi-peni-labbra-capelli-peli-salive, nulla di tutto questo ti può davvero aiutare.

Devi prima salvarti da te stessa e prima ancora cercarti.

“Busco, más no encuentro” recitava quella poesia spagnola di una calda estate da teatrante… un periodo di competizione, notti ebbre di vino e di vento, tristezze nascoste da sorrisi trucco e scollature.

Mi piacerebbe poterti dire che non soffrirai, vorrei abbracciarti e rassicurarti ma sarei falsa.

Dovrai sputare sangue, amore e sudore.

Lotterai con ogni tuo demone interiore e non sarai mai paga, per un pò…

Fino a quando non incontrerai quel volto nello specchio e ti accorgerai che negli altri cercavi te stessa, i pezzi di te sparsi e replicati mille e mille volte ancora…

Ci sono io e forse altri due, tre, in quanti siamo?

“Uno nessuno e centomila”, particelle di energia sparse nell’Universo, persone che si accoppiano per paura di scoprire la realtà: ci hanno divisi, ci hanno replicati, ci hanno dimenticati.

Viviamo su una Terra un pò cloni e un pò addormentati, guardiamo il cielo ma strisciamo a terra.

E allora piangi, disperati, incazzati.

Scopa come una cagna se ti stordisce, ma non dimenticare e cerca…cercati ancora e non lasciare che il tormento ti divori, mangia per non essere mangiata.

Nutri la tua Anima e dai un nome ad i tuoi tanti volti: Dea Madre Donna Santa Madre Prostituta, gioca e trovati, ogni volta che vorrai .

Le donne sono Vampire?

 

Mi guardano e si domandano come mai.

Non sono poi così bella. Non sono alta, non sono magra, vado in giro spettinata e con gli anfibi sporchi.

Eppure piaccio, sono sempre piaciuta tanto nonostante le mie imperfezioni che dico di accettare ma spesso in realtà mi hanno resa molto insicura.

Devo ammettere, però, che i corteggiatori non mi sono mai mancati.

Fin dalle scuole, c’era sempre un ragazzino che chiedeva di me, un compagno di scuola o autobus o treno quando ero pendolare…che mi sbirciava, se poteva indagava… anche gli ammiratori segreti nell’epoca pre-social mi hanno allietato le giornate.

Io, così complicata, immersa nel mio mondo interiore faticoso e sofferente, ho trovato sorrisi e gentilezze.

Oggi che ho superato i 30anni da un pezzo la situazione non è cambiata: corro e mi affanno sempre in mille cose, per questo mi trascuro, magari mi chiudo a riccio nel mio mondo di donna sensibile e a tratti sofferente.

A volte mi vesto da grande diva, altre nella fretta esco con una maglia che non ho stirato, con quei leggins pieni di peli della mia cagnolina, magari proprio il giorno che ho un incontro di lavoro.

E anche quel giorno trovo a sorpresa un bel ragazzo che mi sorride, come farebbe con una bimba pasticciona, nella sua testa la critica anche, eppure il tono professionale diviene amichevole e sente che vorrebbe qualcosa di più.

Ricordo quel giorno stralunato, quando in treno un ragazzo ubriaco mi ha baciata davanti a tutto il vagone!

Ogni tanto mi chiedo: “Che cosa ho di speciale”? vedo donne così perfette, o che faticano così tanto per esserlo, impegnate nell’astuta costruzione di un personaggio da grande soubrette di altri tempi.

Credo che il segreto stia negli occhi.

Si dice che siano lo specchio dell’anima e la mia sicuramente è tormentata, arrabbiata o triste a volte, ma sempre desiderosa di amore e coccole.

Ci sono ragazze bellissime con occhi di falco, rapaci conquistatrici dei beni altrui, sguardi freddi di serpente che spera di iniettare il veleno nella preda più ambita per immobilizzarla.

Conosco anche donne iena, che potrebbero avere un pelo morbido come tenere cucciole, ma hanno in realtà la capacità di morderti e sbranarti in mille pezzi.

Donne, perchè siete così vampire?

in molte piangete o vi lamentate perchè non avete un compagno al vostro fianco, ma anche quando lo trovate il vostro intento è solo catturarlo nel vostro mantello e succhiargli tutto il sangue, renderlo schiavo e debole, abituarlo al vostro stile e ritmo di vita anche quando malsano e lugubre.

Mi metto i miei anfibi sporchi con queste domande in testa, esco cercando di fare lo sguardo da pantera, forte e sicura, ma sono solo una gattina, posso soffiare e tirare fuori le unghie, ma solo per paura, perchè in realtà amo e desidero fare le fusa.

Non a tutti, certo, ma credo che questo incredibile “amore per l’amore” sia così forte che lo avverta chiunque.

Amiche mie, single tristi o donne in carriera acide e tornacontiste,

tornate fare le gattine! meno unghie finte e più zampette pelose, pancine morbide e voglia di giocare… Non c’è forza e seduzione più grande che l’essere se stesse.

Vuoto.

Non ce la faccio.
Non si può amare ancora dopo una grande delusione, è impossibile. O almeno sta sera mi sento così.
Ogni discorso, ogni pensiero, riguarda il passato ed è pieno di sfiducia e dolore.
Mi sento un buco nello stomaco e vorrei tanto riempirlo.
Sogno sesso, corpi, il tuo piacere dentro il mio ano che esplode e mi stordisce.
Echi lontani mi riportano a lupi solitari e fiabe noir di cui conosco il finale e che mi fanno dubitare della mia intelligenza.
Perchè torniamo sempre da chi ci ha fatto soffrire? non ci è bastata la lezione? pare di no.
E allora sculacciami e fammi tanto male, lasciami un segno rosso indelebile che ricordi a tutti che me le merito.

Sono una puttana dal cuore sanguinante che mai più tornerà sano.
Rosso-bocca-sbaffo sulla mia bocca. Occhi in fuori e sguardo assente.
Posso guardare al futuro se soffoco nel presente?
Qui ed ora sono persa.
Mi alzo, vado allo specchio e vedo un nulla, vuoto da riempire e devastare.
Amami perchè io non lo farò, salvami da me stessa prima che mi mangi le budella.
Devastami, ti prego.

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La farfalla del mese

Come è difficile fidarsi ancora! Quando l’Amore ti ha delusa, lasciandoti quel senso di amaro in bocca, di aver investito tanto tempo ed energie forse in chi non le meritava…
Si può essere calcolatori in amore? qualcuno lo è, ma di certo non io.
Ho bisogno di tuffarmi nel mare delle emozioni e di credere, di sperare.
Ora mi sento come una bambina con il salvagente. Avvicino un primo piedino in acqua, sento che è tiepido, quasi caldo e potrei entrare nel mare, eppure qualcosa mi trattiene.
Stringo forti le manine sul mio galleggiante arancione e non ho il coraggio di tuffarmi.
Forse se lo facessi comincerei a sprofondare in un mare di fango, pieno di menzogne, rabbia, gelosie e rancori.
Mi sento così.
Vorrei dare una vera svolta alla mia vita ma non riesco, o meglio non riesce il mio cuore addolorato.
Ho al mio fianco una persona che mi mostra sentimenti e tenerezze, eppure io continuo a pensare ai dispiaceri del passato, ho le gelosie retroattive…e noto con amarezza come uomini così diversi abbiano in comune la capacità di sospendere relazioni rapidamente.
La forza di capire che quando una storia non funziona bisogna troncare bruscamente , come a tagliare seccamente le radici di un albero.
Penso a me ed alla mia golosità.
Da tempo mi riprometto di cambiare alimentazione, almeno di non mangiare più latticini.
Eppure ogni volta che entro in un bar, come se ci fosse una forza più decisa di me, non riesco a fare a meno di ordinare un cappuccino.
Caldo, dolce, con quella bella schiuma in superficie…
C’è sempre qualcosa di buono anche in ciò che ci fa male, esattamente come gli ex: non ha funzionato però c’era quello dolce, l’altro paziente, chi mi sapeva incoraggiare o rassicurare… e anche se non tornerei mai con loro è rimasto come una sorta di legame.
E questo fa sì che io continui pensare alla sua ex. Sono morbosa, è un chiodo fisso, penso quasi più a lei che a lui.
Immagino le sue mani sul suo corpo, sui suoi attributi, quelli che ora sono “miei” ma fino a pochi mesi fa erano “suoi”, perciò mi chiedo quanto lui sia realmente Libero.
Per quanto tempo restiamo oggetto dei nostri amori passati?
Questi dubbi mi assillano e mi domando quante volte lui si ricorderà di lei: un tatuaggio, un a città, una situazione…di certo senza dirmelo ma difficilmente potrà evitarlo.
La memoria è così: inevitabile.
Certo anche io ho la mia, che però è così piena di rabbia e di dolore che non può renderlo geloso, ma comunque ci allontana.
Se ho già amato profondamente e lottato, perché una storia funzionasse, ma non ci sono riuscita…come posso credere ancora che una storia duri? Ho perso la fiducia nell’amore!
Ripenso a quante volte la mia vita è cambiata: città, lavori, amicizie…sono sempre io eppure sono sempre diversa.
Come posso pensare che un uomo, oltretutto così giovane, vorrà sempre me e solo me, lo stesso che ha scaricato la sua ex rapidamente per riuscire a catturarmi ?
Volo, farfallina colorata… Mi fermo su un fiore lontano per chiedermi quanto durerà, eppure la vita di una farfalla è talmente breve che non bisognerebbe perdere tempo in stupidi e dolorosi pensieri!
Intanto guardo il mio fiore colorato e mi nutro, curo me stessa e restando centrata forse tutto sembrerà più colorato, o almeno lo spero.
E intanto guardo le altre farfalle e mi chiedo quale sarà la prossima che vorrà avere nel suo retino.