L’importante era venire.

Era tutto qui?

la cosa importante era venire.

Non stare un po’  insieme, guardarsi negli occhi, camminare mano nella mano per le vie della città.

La cosa importante per te era venire.

Mi ero illusa che fossi diverso: le similitudini, i punti di contatto, la voglia di raccontarsi.

Svanita.

Il sapore del sesso cancella tutto.

E’ un gusto forte, acre, dolce e amaro al tempo stesso.

Ti entra nella testa, si insinua sotto pelle così forte che non lascia spazio ad altro.

Credevo che avrei trovato qualcosa di speciale nel tempo insieme a te, invece le solite dinamiche, le solite pretese.

Corpi culi tette cazzi mani spasmi sangue sperma sudore e anche lacrime.

Cambiano i nomi, ci si sposta tra le città, variano i nomi, a volte ed a volte sono uguali.

Simile è il modo, il dispiacere, il groppone amaro.

Ripenso a quella via in cui volevo abbracciarti e rubarti un bacio, ma tu sentivi l’odore di piscio dei cani.

In strada non si poteva fare sesso e dunque ecco svanita la suggestione, l’entusiasmo, il finto romanticismo.

Strada cemento cani puzze e fretta di andare via.

Sei salito su quel treno con un bacio frettoloso che sapeva di distacco.

Ora sento le lacrime scendere.

Sono timide, delicate, calde.

Ricordano la pioggia nei giorni estivi, quando l’umido si mescola all’odore dell’asfalto.

Ti dici cosa c’entra questa acqua d’estate, eppure c’è.

E così anche se non volevi più soffrire, rimanerci male, un senso di vuoto nello stomaco c’è. E non sono farfalle.

Ho fame ma so già che tu non mi sfamerai.

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Basta con le torte!

Che cosa mi è successo?

non avevo più bisogno di scrivere,

non avevo più bisogno di piangere,

non avevo più bisogno di amare.

E’ molto brutto quando pensi di aver superato una fase, ti senti forte e determinata e poi scopri che non è così.

Quando ero piccola pensavo che bastasse non comprare i dolci per non mangiarli, un pò come quando si dice “lontano dagli occhi…”

non avevo ancora capito che la vera forza è rifiutare una torta avendola davanti, smettere di  trovarla più invitante, soffice, golosa.

Se davvero hai capito che qualcosa non fa per te, non la temi neanche, non hai bisogno di tenerla lontana…

In alcuni momenti forse davvero è stato così ma la vita è così provocatoria che basta a volte una persona, una frase, la parola sbagliata detta nel momento faticoso che ecco che le tue certezze crollano.

Speravo di essere cambiata, che non avrei mai permesso a nessuno di farmi sentire così fragile e insicura. Mi sentivo orgogliosa e fiera di me e di tutti i miei successi, soltanto che mi sono impegnata tanto a riempire ogni frammento della giornata per permettermi di non sentire più, di non emozionarmi, di non sentir quasi battere il mio cuore.

Mi sono costruita un muro altissimo attorno fatto per proteggermi, tenermi nascosta, farmi da scudo.

Solo che oggi, quando ho aperto la porta del mio cuore per far entrare qualcuno, lui mi ha infilato un dito in culo e un pisello nella fica.

Io sognavo romanticismo e lui di venire nella mia bocca.

Non eravamo sintonizzati… o forse sono io, che a furia di non mangiare quello che vorrei, o come lo vorrei, ho perso l’appetito?

Ho ancora bisogno di gridarlo al mondo,

di sfogarmi, ma sinceramente oggi ho capito che quella torta davvero non mi va più.

Mangia pure i croccantini

E sono ancora qui da sola.

Avevo smesso di scrivere, avevo smesso di soffrire?

più che altro mi ero stufata di sentire la mia vita soppesata, analizzata, giudicata…poi mi sono accorta che ci sono comunque i codardi, gli invidiosi, i pettegoli.

Mi sbirciano, sanno dove sono andata, quanti treni ho perso, ma mai un like, un commento carino, un incoraggiamento.

Certo non si vive per gli altri ma è anche vero che mi farebbe tanto bene a volte sentirmi più amata, sostenuta, abbracciata.

Ho imparato ad essere forte, ad essere coraggiosa, a diventare autonoma.

Una lupa solitaria che gira per le strade buie sempre un pò guardinga.

Ed è una piccola grande soddisfazione sentire che nonostante tutto, ce la fai.

Sai stare sulle tue gambe ed avere quella forza che nessuno forse pensava davvero che avresti avuto.

Eppure mi piacerebbe oggi potermi sentire piccola, fragile.

Sarebbe bello poterti dire: “sono piccola, non ci arrivo” e vedere che tu prontamente allunghi il braccio e mi aiuti a prendere quell’oggetto, cogliere quell’occasione, salire su quella scala.

Invece sono ancora qui, da sola, a cercare di essere di buon umore nonostante tutto, a distrarmi, a non pensare a cose tristi.

Le frasi si assomigliano:

“sei forte, amore”,  “brava”, “tu si che sei in gamba”…e pensi che certo, alla fine in qualche  modo ce la fai sempre, in qualche modo…un pessimo modo.

Riesco a sopravvivere anche se lui mi ha lasciata con un mare di bollette e spese sulle spalle, o se chi doveva accompagnarmi a vedere una macchina da acquistare non ha neanche tempo per darmi per un passaggio, se tu che dovevi mandarmi un file importante per il mio lavoro ti sei scordato…

Ce la faccio sempre, ma a quale prezzo?

Sto mangiando rapidamente, in piedi, senza realmente godermi quello che ho nel piatto.

Devo badare a me, ai miei guai, tutto da sola.

Tu hai lo zio da andare a trovare, il compleanno a cui non puoi mancare, quell’impegno che non puoi perdere. C’è sempre un’urgenza, una priorità, qualcosa più importante.

Sai che c’è? ancora una volta ri-parto da me,

perchè quel buco dentro grande, quella voragine da riempire, non la riempirò con il tuo affetto, ma pure tu non riempirai più quei buchi che ti piacciono tanto ma che sono miei e decisamente non tuoi.

Ti chiamerò quando mi pare, quando non ho anche io troppo da fare, quando mi annoio, quando ho già avuto il tempo di pensare, riflettere, sognare.

Ti vedrò solo per mangiare e magari ti dirò : “timangioamore”, giocherò ad essere una sexy gattina perchè tu la lupa vera, quella autonoma e coraggiosa, neanche te la meriti.

Ti darò i croccantini e tu mi farai le fusa, ma sto giro il treno…lo hai perso tu.

Bambole e Pompini

Quando sei piccola impari a distinguere le tue bambole per categorie:
bionde, more, con il vestito da sera o la gonnellina.
Giocando, non ti accorgi quanto ti stai abituando ad una triste realtà: le donne sono suddivise in gruppi, per caratteristiche e abilità, spesso erotico-sessuali.
Bionda con grandi tette, brunetta con le labbra a canotto, rossa fuoco dalle cosce lunghe.
Un pò alla volta ti abitui a questi sottoinsiemi dell’essere Donna perché ne sono pieni i dialoghi dei film, le chiacchiere al bar mentre prendi un caffè, le barzellette che allietano i salotti.
E per quanto tu sia intelligente, forte o bella, non sarai mai abbastanza preparata al duro colpo di quando, anche da adulta , ti accorgerai di essere finita in una lista, magari quella dei pompini.
Grande metafora di vita, il tuo approccio al sesso orale dirà molto di te ad un uomo, che inserirà il tuo nome-quando lo ricorda- in una lunga lista suddivisa spesso in queste categorie:
“Usa i denti”, “Ingoia tutto”, “Lo succhia dolcemente” …
Forse ci sono davvero donne che mordono la Vita, a volte in maniera troppo aggressiva, altre che prendono tutto quello che arriva con naturalezza, alcune docili che sembrano sottomesse agli eventi…
Tu in quale categoria sei?
te lo chiedi, mentre lui ride e non si accorge di ferirti, mentre ti chiedi se sia consapevole che vorresti assaggiarlo in maniera spontanea, senza avere già il timore di essere catalogata e perché no, archiviata.
E allora serri i denti e no, non lo fai entrare.
Bocca chiusa, cosce strette, figa serrata.
Un lucchetto alla mente e sicuramente il cuore sigillato.
Il maschietto continua a catalogare e collezionare bambole : ventenni, milf, dagli occhi a mandorla, ma tu non lo sei, e mangerai banane e berrai milkshake dai mille gusti …solo e quando ne avrai voglia, perché si sa, le bambine sono capricciose e vanno prese per la gola.

 

Cado dentro Me

Cado. Ed entro nel tunnel del dubbio e della confusione.
Cosa sto facendo e perché sono qui? Corro costantemente come il criceto sulla ruota.
“Dove te ne vai così affannata e stanca?- chiede la mia parte saggia-
Non c’è altro posto in cui puoi stare se non dentro te stessa.”
E allora mentre inciampo per un attimo perdo il filo della razionalità e mi perdo, entro in profondità in me ed è come se si aprisse un cancello.
All’improvviso escono leopardi, fiori enormi di tutti i colori che mi abbaiano e non vedo più nulla.
Perdo i sensi per un attimo e vorrei spegnermi.
La stanchezza ed il caos mi divorano da giorni e lotto per non cedere, ma ora questi felini enormi mi graffiano, strappano a brandelli la mia carne e se ne cibano.
Perdo la dimensione terrena e vado oltre, danzo leggera ed ebbra di Luce.
Salgo un vortice luminoso in cui tutto è più intenso: i colori mi accecano e i brividi mi pervadono.
Ho bisogno di staccare la spina, di non litigare più, di non vedere che non ci amiamo più o almeno non come all’inizio.
Perché quando una storia parte tutto è intenso come questo viaggio psichedelico e dopo diventa solo squallore quotidiano, rimbrotto di patti non rispettati o bollette da pagare.
Potrei essere come tante altre, che si perdono in mille sguardi e avventure.
Un copione già letto. L’inizio di questo blog, fatto di avventure per stordirmi.
Ora non voglio più tutto questo, ho voglia di crescere,  di essere una Donna che ama un Uomo.
Perché è così difficile? siamo annientati dalle fatiche, dalle delusioni reciproche.
Io amo il ricordo di te quest’estate, così fiero e giocoso come un gattone.
Ti ho dato da mangiare dalle mie mani, perché non era importante chi fosse il padrone. Ci siamo morsi e graffiati in un gioco chiamato “amore”. Perverso, forse, ma ogni schiavo ha diritto ad una Padrona.
Ora non ci sono più segni sul tuo corpo, non hai più piedi da baciare, ma hai ancora un sentimento per me?
Se qualcosa è rimasto nel tuo cuore, allora scuotimi, risvegliami e dissetami, altrimenti lasciami ancora dentro di me, l’unico spazio in cui ora posso stare tranquilla.
E dilato il tempo, divento pasto dei leopardi e assaporo i fiori.
Che buono questo rosso. Rosso passione. Rosso sangue. Rosso come i miei graffi su di te.

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Addomesticami

Dimmi che non sparirai.

Lasciami credere che mi terrai con te.

Quante volte ho creduto nell’Amore, per poi cadere in un tunnel profondo e buio.

L’Illusione che potesse durare, ma all’improvviso la triste fine di un racconto.

Invece quante pagine ho strappato, con rabbia e tormento.

Vorrei pensare che non sentirò più nulla.

Non soffrirò, non piangerò, non amerò… sì è vero forse mi spegnerò un pò alla volta, ma almeno non avrò sempre cuore e budella in mille pezzi.

Ho l’immagine di quel cane famelico che si avvicina e mi mangia il labbro.

Così non potrò più baciarti, non potrò più sentire il tuo corpo e il tuo calore.

“Divorami allora, mordimi fino a quando il tuo padrone non potrà più avvicinarsi.”

E’ un patto segreto tra me e lui, quei segreti che non si dicono ma si sanno tenere.

Ho bisogno di tempo e di spazio per credere ancora.

Potrò tornare a sognare?

sensazioni struggimenti tatuaggi indelebili nel cuore.

Mi chiedo perchè sei arrivato proprio ora, cosa dovrei capire che accetto di  vedere…se la Vita è provocazione tu mi stai invitando a reagire…

Eppure la tua fama ti precede, i pettegolezzi, le maldicenze che mi dovrebbero avvicinare a te.

Sì, perchè quello che brucia non mi spaventa.

No ho paura del brivido, ma della tranquillità.

Ora sono confusa.

Non ho più la forza di scrivere di sesso.

Mi sono annoiata di emozioni.

Resto sospesa nel tempo e nello spazio.

Mi chiudo dentro di me in meditazione.

Conto i respiri e intanto prendo tempo,

vorrei non dover scegliere, non dover decidere.

Mangio carne cruda dalle tue mani in una vecchia fabbrica industriale.

Addomesticami,

allora potrò restare e saprò ancora credere.

I believe in You